Umberto Cesaro

Il passaggio dal primo al secondo anno.

Per la rubrica Impro Pensieri, oggi riproponiamo l’articolo di Umberto Cesaro da Improvvisazione Consapevole.

—-

“Il primo anno di improvvisazione è un po’ come entrare in un parco giochi per la prima volta. Tutto è nuovo, esplorativo e, in un certo senso, caotico. Si scopre il piacere di sbagliare, si impara a giocare senza troppi filtri e si impara a lasciarsi andare. E poi, dopo un saggio finale che in genere ci fa sentire come se fossimo già pronti per Broadway, arriva una nuova sfida: il secondo anno.

Il secondo anno è una fase di transizione. Da una parte c’è ancora il divertimento del gioco, ma dall’altra emerge una nuova dimensione: la necessità di costruire. C’è un passaggio dall’improvvisazione libera alla ricerca di una struttura, dalle scene di “puro caos” alla coerenza narrativa, dalla soddisfazione individuale al mettere al centro la scena e il gruppo.
E sapete qual è la verità? Questo passaggio non è facile. Anzi, a volte è davvero duro. Ci sono momenti in cui ti senti di perdere quella libertà che tanto ti aveva affascinato. Altre volte senti che le tue capacità non sono all’altezza delle nuove richieste. O ancora, scopri che la collaborazione è molto più difficile di quanto sembrasse, perché non si tratta più di brillare da soli, ma di far brillare gli altri.
Ma non temete, con qualche accorgimento e un po’ di pazienza, il secondo anno si supera, e spesso è più gratificante di quanto si pensi.
 
Vedi la Struttura come uno Strumento di Creatività
Il passaggio dalla libertà alla “struttura” può sembrare, appunto, una perdita di libertà ma è, in realtà, un’opportunità per fare un salto di qualità. Pensate alla struttura come a un trampolino: qualcosa che vi permette di spiccare un salto ancora più alto. Invece di vedere le regole come limitazioni, provate a usarle come cornici entro cui essere ancora più creativi. Esercitatevi a trovare modi nuovi e inaspettati per interpretare una scena all’interno delle regole stabilite. Le limitazioni, a volte, sono il miglior carburante per l’immaginazione. E poi, lo sappiamo benissimo, le regole sono fatte per essere infrante, ma prima bisogna conoscerle.
 
Passa Dai Limiti alle Opportunità
Nel secondo anno si diventa più consapevoli delle proprie aree di miglioramento, ed è facile sentirsi inadeguati. Capita molto più spesso che durante il primo anno, di tornare a casa con la sensazione di non essere all’altezza (chi non si è mai sentito una “pippa”?). Ricordate che ogni limite che scoprite è una possibilità di crescita. Se vi trovate bloccati, provate a cambiare prospettiva: il limite non è un muro, ma una tappa del percorso. Ogni volta che identificate una debolezza, fate piccoli passi per migliorarla. Ad esempio, se avete difficoltà a creare personaggi forti, concentratevi su esercizi dedicati alla caratterizzazione. Suddividete ogni grande sfida in piccole parti gestibili e vedrete progressi concreti.
 
Poni La Scena Prima del Protagonismo
La collaborazione è il cuore dell’improvvisazione avanzata. Se il vostro istinto è quello di voler emergere o essere notati, provate invece a spostare il focus sugli altri. Cosa potete fare per far brillare il vostro partner di scena? Provate a entrare in scena pensando: “Qual è la cosa più utile che posso fare per il mio compagno e per questa scena?” Questo approccio non solo rende più forte l’intera scena, ma paradossalmente vi farà anche risaltare di più agli occhi del pubblico e del gruppo. La generosità è il vero segreto per essere memorabili sul palco.
 
Fidati del tuo insegnante
Avete, inoltre, a disposizione un formatore che ha vissuto le stesse difficoltà. Ogni esercizio, ogni frustrazione, ogni crisi è parte di un percorso che è già stato tracciato e che funziona. Fidatevi di chi vi guida e non abbiate paura di condividere i vostri dubbi o le vostre insicurezze: il formatore è lì per questo, non per giudicarvi, ma per aiutarvi a crescere.
Il secondo anno è dove inizia la magia vera. È lì che si smette di essere improvvisatori “in prova” e si inizia a essere dei costruttori di storie. Dove la generosità diventa la chiave per creare scene migliori e il successo del gruppo diventa più importante del proprio.
Se vi va, condividete qui sotto le vostre esperienze: potrebbe essere proprio il vostro racconto a dare ispirazione a qualcun altro in questo percorso e fare la differenza per chi sta vivendo un momento di difficoltà.

Articolo tratto da
"Improvvisazione Consapevole"

Iscriviti al gruppo Facebook
Leggi gli altri articoli.