Umberto Cesaro
La forza della sottrazione
Per la rubrica Impro Pensieri, oggi riproponiamo l’articolo di Umberto Cesaro da Improvvisazione Consapevole.
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La forza della sottrazione
Durante le mie lezioni, soprattutto con gli allievi alle prime armi, mi capita spesso di dire di eliminare il superfluo. Laddove per superfluo mi riferisco a quell’eccesso di proposte portate in scena più per mancanza di ascolto o per l’ansia da palco che per necessità della scena.
E mi sono ricordato di quando ho letto degli studi di Leidy Klotz sulla sottrazione. Se volete potete trovare tutto sul suo fantastico libro “Sottrai: La scienza inesplorata del meno”. Questo mi ha ispirato a riflettere su quanto spesso, nella vita e in scena, tendiamo ad aggiungere sempre di più. Ma cosa accadrebbe se, invece, ci concentrassimo sul togliere?
L’Aneddoto del Lego e la Lezione sulla Sottrazione
Klotz racconta un aneddoto interessante: mentre costruiva un ponte Lego con suo figlio, lui cercava di risolvere un problema aggiungendo un blocco, mentre il figlio ha semplicemente rimosso un blocco dalla colonna più alta, risolvendo il problema in modo molto più semplice. Questo esempio mi ha fatto pensare a come spesso affrontiamo le improvvisazioni: la nostra tendenza naturale è aggiungere sempre più idee, più dettagli, più movimento. Ma è davvero sempre la soluzione migliore?
La Sottrazione in Improvvisazione Teatrale
Nelle nostre scene, quando siamo in difficoltà, la tendenza è quella di aggiungere battute, proposte, personaggi, oggetti immaginari… ma cosa succede se, invece, scegliamo di sottrarre? Spesso, meno parole, meno azioni, meno complessità possono rendere la scena molto più potente e d’impatto. Molto più efficiente (anche se ammetto che questo termine molto business oriented riferito a qualcosa di artistico non mi fa impazzire).
Pensate, ad esempio, a una scena carica di emozione: spesso è molto più efficace concentrarsi su un singolo dettaglio, un silenzio, un gesto semplice piuttosto che riempire la scena di spiegazioni e dettagli superflui.
I Benefici della Sottrazione in Scena
- Maggiore Chiarezza: Sottrarre elementi inutili dà spazio al pubblico per capire e connettersi con la storia. Sottrarre non significa solo togliere qualcosa di troppo, ma anche decidere di non aggiungere altro. Spesso abbiamo già tutto quello che serve: lavorare con quello che abbiamo permette di portare avanti la scena in modo più diretto e chiaro, evitando di appesantirla.
- Maggiore Intimità e Concentrazione: Eliminare il superfluo ci permette di focalizzarci sui dettagli più significativi. Sottrarre significa non aggiungere inutilmente e lasciare che ciò che è già presente in scena abbia lo spazio di emergere. Questa scelta crea una connessione più profonda tra gli attori e una maggiore intimità con il pubblico.
- Più Libertà per il Partner: Togliere dettagli, battute o spiegazioni permette al partner di avere più spazio per contribuire e co-creare la scena. Sottrarre può anche significare non sovraccaricare la scena con nuove proposte, ma invece dare fiducia al partner e valorizzare ciò che è già stato introdotto. In questo modo, creiamo le condizioni ideali per una collaborazione più spontanea e significativa.
La Competenza nel Togliere
Come dice Klotz: “Si può dimostrare competenza anche togliendo qualcosa, ma spesso non ci sono prove di questa sottrazione.”
Questo concetto è molto potente per noi improvvisatori: pensiamo a come possiamo togliere per dimostrare maggior controllo e maestria nelle nostre scene. La sottrazione non è solo un atto di semplificazione, ma richiede intenzione, consapevolezza e una profonda comprensione della scena e delle dinamiche tra i personaggi. Decidere cosa eliminare, o meglio ancora, cosa non aggiungere non significa privare la scena di valore, anzi: togliere elementi superflui significa lasciare spazio a ciò che è davvero importante. Questa capacità di sottrarre è ciò che rende una scena più essenziale e incisiva, permettendo di mantenere il focus sugli elementi emotivi e relazionali più significativi.
Pensate a quando portate in scena tante proposte: spesso è un modo per sentirsi sicuri, per coprire ogni possibile mancanza. Ma cosa accadrebbe se invece accettassimo la prima proposta nata nel qui e ora, senza aggiungere ulteriori complicazioni? Sottrarre significa abbracciare quella proposta iniziale, darle spazio e fidarsi del fatto che è sufficiente per costruire qualcosa di significativo. Accettare la prima idea e togliere il resto è un modo per dimostrare piena fiducia nel processo di improvvisazione e nella capacità del gruppo di creare insieme. Sottrarre richiede quindi una scelta sofisticata e attenta, che mira a mettere in luce l’essenza della scena stessa, lasciando al pubblico il piacere di riempire gli spazi con la propria immaginazione.
La sottrazione non è facile: richiede tanto sforzo e un’intenzione chiara, ma può portarci verso scene di maggiore chiarezza, bellezza e forza. Provateci e vediamo cosa ne esce!
Vi invito a provare a sottrarre o a non aggiungere consapevolmente durante la prossima lezione o improvvisazione, e se vi va condividete le vostre impressioni.
Alla prossima improvvisazione, proviamo insieme a togliere invece che aggiungere, e scopriamo il potere del “meno”.