Umberto Cesaro
E a te quali forze ti guidano in scena?
Per la rubrica Impro Pensieri, oggi riproponiamo l’articolo di Umberto Cesaro da Improvvisazione Consapevole.
“Sapete che mi piace fare dei parallelismi tra il mondo della finanza e quello dell’improvvisazione.
Nei mercati finanziari, ogni giorno si scontrano due grandi forze: la paura e l’avidità. La paura trattiene gli investitori dal prendere rischi, mentre l’avidità li spinge a cercare guadagni maggiori. Ci sono dei periodi storici in cui prevale l’una al posto dell’altra. Ma queste stesse paure risiedono in ognuno di noi quando ci si approccia a importanti decisioni finanziarie.
Allo stesso modo, nel nostro mondo dell’improvvisazione teatrale, siamo mossi da due forze altrettanto potenti: la paura e l’ego.
La Paura è quella vocina interiore che ci mette in guardia dai rischi. È il sentimento che ci fa esitare prima di prendere una decisione audace in scena, che ci fa temere di sbagliare o di essere giudicati dagli altri. Certo, la paura può essere un freno che ci trattiene, ma a livello evolutivo ha anche una funzione protettiva: ci impedisce di prendere scelte avventate e ci aiuta a valutare i rischi in modo più ponderato. Tuttavia, quando è troppo forte, può paralizzarci, impedendoci di esprimere il nostro potenziale e di cogliere le opportunità che si presentano.
L’Ego, invece, è il motore che ci spinge avanti. È il desiderio di essere al centro dell’attenzione, di brillare e di prendere il controllo della scena. L’ego alimenta la nostra autostima e ci dà la sicurezza necessaria per osare e sperimentare. Tuttavia, se non è ben gestito, può renderci meno collaborativi e più inclini a voler dominare la scena a scapito degli altri. Un ego troppo forte può portarci a ignorare i contributi altrui, a non ascoltare e a creare tensioni nel gruppo. Ma un ego equilibrato è essenziale per avere la fiducia in sé stessi necessaria per improvvisare con sicurezza.
Dall’incrocio di queste due forze vengono fuori 4 tipologie di improvvisatore, che mi sono divertito a catalogare in questo modo. Ovvio queste figure sono tagliate con l’accetta, non credo che ognuno di noi rientri completamente in una sola di queste categorie. Però conoscerle può aiutare noi stesse a identificare dei margini di miglioramento e aiutare i nostri compagni a lavorare meglio con noi e a ispirarci o a migliorarci. Vediamole nel dettaglio.
Le Quattro Tipologie di Improvvisatori
Presenzialista
Forze Guidanti: Ego alto, Paura bassa.
Questo tipo di improvvisatore/trice ama essere sotto i riflettori. Entra sempre in scena, guida gli altri e infonde fiducia. Tuttavia, la sua inclinazione a dominare può renderlo un po’ ingestibile e meno incline ad ascoltare.
Consiglio: Usa la tua energia per elevare i tuoi compagni, non solo te stesso. Ascolta di più e dai spazio anche agli altri.
Soldatino
Forze Guidanti: Ego basso, Paura bassa.
È il gregario perfetto. Aiuta, si sacrifica per il bene del gruppo, ma raramente prende il centro della scena. La sua mancanza di ego lo rende un supporto indispensabile, ma potrebbe delegare troppo.
Consiglio: Ricorda che anche tu hai qualcosa di unico da offrire. Prenditi qualche rischio e cerca di essere protagonista ogni tanto.
Ingestibile
Forze Guidanti: Ego alto, Paura alta.
È il trascinatore carismatico che può portare grande energia in scena. Tuttavia, la sua tendenza a voler dominare la scena può renderlo difficile da gestire all’interno del gruppo. La sua mancanza di collaborazione e l’egocentrismo possono ostacolare il lavoro di squadra.
Consiglio: Usa il tuo carisma per costruire insieme agli altri. La tua energia è preziosa, ma deve essere canalizzata per il bene del gruppo.
Pesce Fuor d’Acqua
Forze Guidanti: Ego basso, Paura alta.
Questo improvvisatore/trice tende a rimanere ai margini, sentendosi spesso fuori posto. La paura alta e l’ego basso lo trattengono dal partecipare attivamente.
Consiglio: Trova il tuo coraggio un passo alla volta. Ogni piccolo rischio che prendi ti avvicina di più a sentirti a tuo agio in scena.
Conoscere queste tipologie non solo ci aiuta a capire meglio noi stessi, ma ci permette anche di lavorare meglio come gruppo. Ricorda che l’improvvisazione è un’arte collettiva: le nostre forze devono essere armonizzate per creare la magia sul palco.
Essere consapevoli delle nostre dinamiche interne e di quelle dei nostri compagni ci permette di crescere insieme, di supportarci a vicenda e di migliorare continuamente.
E tu, in quale di queste tipologie ti riconosci? Quali sfide ti trovi ad affrontare e come pensi di superarle?”